Thunderbolt e PCI Express 3.0 insieme per velocità da urlo


Intel integrerà il supporto PCIe 3.0 nell’interconnessione Thunderbolt, migliorando ulteriormente la velocità, oggi pari a 10 Gbps. A dirlo il portavoce dell’azienda, Dave Salvator, che non si è lasciato sfuggire altri dettagli salvo un generico riferimento a una velocità del 60% in più.

Nonostante tutto, si può farsi un’idea di ciò che sarà la prossima versione, che ancora una volta potrebbe non usare la fibra ottica, ma il rame – anche se non ci sono conferme riguardo. Thunderbolt supporta due protocolli, il PCI Express per il trasferimento dati e il DisplayPort per la visualizzazione.

Come detto, si tratta di un collegamento bidirezionale a 10 Gbps su cui possono transitare dati di ogni genere, il tutto contemporaneamente. Il connettore offre 10 watt di alimentazione per i dispositivi collegati e lo standard consente di usare prodotti a cascata, cioè collegati l’uno all’altro.

L’attuale implementazione di Thunderbolt è basata su PCIe 2.0, mentre con la versione PCI Express 3.0, la velocità dovrebbe raddoppiare raggiungendo i 20 GB/s – sempre che venga usato lo stesso numero di linee (che non è pari a 16). Ricordiamo che il PCI Express 2.x offre un bandwidth di 4 Gb/s in ogni direzione per linea. Il bandwidth massimo teorico di un’interfaccia x16 è 8 GB/s in ogni direzione, simultaneamente, così da ottenere una banda totale di 16 GB/s.

Per quanto riguarda, il bandwidth effettivo è pari a 8 Gb/s in ogni direzione, per linea. Il bandwidth massimo teorico dell’interfaccia x16 è 16 GB/s in ogni direzione, nello stesso momento, per una banda complessiva di 32 GB/s.

Un bel salto, che dovrebbe consentire alla tecnologia sviluppata da Intel e Apple di prepararsi all’arrivo della soluzione alternativa del PCI Special Interest Group, teoricamente più aperta, tra il 2013 e il 2014. Da non dimenticare che in passato Intel ha già dichiarato di essere al lavoro su un’evoluzione del concetto Thunderbolt che permetterà di offrire una velocità di 50 gigabit al secondo su una distanza massima di 100 metri.

Per ora però ci accontenteremmo ci vederne una diffusione più capillare nell’attuale versione. Dopo Apple, sostenitrice della prima ora, attendiamo che anche il resto del mercato abbracci lo standard, portandolo non solo su PC e dispositivi di archiviazione, ma magari anche su tablet e smartphone.