SSD, arriva la guerra dei prezzi al ribasso


 

Da quando il Solid State Drive è diventato un componente abbordabile dal punto di vista del prezzo, almeno per i modelli meno capienti, si è scatenata una vera e propria bagarre fra produttori, ansiosi di avere le proprie soluzioni in listino. Il motivo è presto detto: queste unità permettono un buon margine di guadagno e la componentistica è di facile reperibilità, motivo per cui molti brand estranei al settore dello storage hanno deciso di entrarci senza troppi problemi.

Questo passo non è infatti particolarmente impegnativo: essendo costituiti da chip memoria NAND Flash e un controller, i Solid State Drive possono essere considerati, dal punto di vista puramente tecnico e di componentistica, dei dongle USB evoluti. Sappiamo benissimo che esistono differenze anche enormi tra un modello e l’altro, ma si capisce anche che non è necessario un know-how particolare per proporre la propria soluzione SSD sul mercato, cosa non possibile certo con i tradizionali hard disk meccanici a piatti rotanti.

A qualcuno però la situazione comincia a dare fastidio. Secondo Digitimes, infatti,  sarebbero infastidite dalla presenza di brand dell’ultima ora nel settore degli SSD, accusati di confondere il mercato con soluzioni di dubbia qualità, ostacolando lo sviluppo dell’intero settore. Vero o meno che sia, la notizia buona per l’utente finale è la ricetta pensata dai big appena citati.

Come fare a ostacolare i rimarchiatori di SSD dell’ultima e penultima ora? Tagliando i prezzi, anche in modo sensibile. Le forniture ai big, quando non sono proprio loro a produrre chip NAND Flash, godono sicuramente di vantaggi economici dovuti agli enormi volumi, permettendo loro di fare margini con più facilità rispetto ai piccoli concorrenti. Abbassare i prezzi significa dunque rendere poco o per nulla conveniente, per i piccoli produttori, restare nel settore, che non saranno in grado di allinearsi ai prezzi di Kingston Technology, Intel, OCZ e Crucial.

Vedremo nelle prossime settimane cosa succederà. La fonte, inoltre, cita come il 2012 sarà l’anno in cui avverrà la transizione dalle unità SATA2 a quelle SATA3 (in grandi volumi, ovviamente), con le capienze mainstream che passeranno dalle attuali 32-64GB a 128-256GB. Occhio ai listini, dunque, soprattutto per chi sta pensando da tempo al passaggio ad una unità Solid State.