Seagate, infranta la barriera di 1TB per pollice quadro negli hard disk


Seagate è una delle pochissime aziende rimaste attive nella produzione e commercializzazione di dischi rigidi tradizionali che, sebbene oscurati a livello di visibilità dai più performanti SSD, rimangono le soluzioni di gran lunga più diffuse all’interno dei PC. Un hard disk classico costa molto meno di un SSD, a parità di GB, motivo per cui i dischi rigidi rimangono la soluzione più economica per avere a disposizione GB e GB nel proprio sistema.

La ricerca inoltre va avanti, incentrata sul raggiungimento di una densità dati per superficie sempre maggiore. Lo scopo è quello di avere unità disco sempre più capienti, facendo seguito sia alla domanda del mercato, sia all’esigenza di differenziarsi, e molto, dal mondo SSD, proprio dove questi ultimi non possono arrivare se non con costi esorbitanti.

L’ultimo passo di Seagate infrange la barriera di 1TB per pollice quadro, che permetterà di avere, nell’arco di qualche anno, unità da 3,5 pollici in grado di ospitare fino a 60TB. Il nuovo traguardo è stato possibile abbandonando la Perpendicular Magnetic Recording (PMR), a vantaggio della più moderna  Heat-Assisted Magnetic Recording (HAMR). La PMR, introdotta nel 2006, ha avuto una vita tutto sommato breve, ostacolata da alcuni limiti costruttivi che non permettevano di spingersi oltre, mantenendo margini di sicurezza per i dati.

Di seguito riportiamo i traguardi raggiunti da Seagate negli anni, così come riportati da Techpowerup:

1980: ST-506, primo disco rigido commerciale: Form factor di 5,25 pollici. Capienza? 5 Megabyte, al prezzo di ben  1.500 Dollari USA.

1992: primo disco a 7200 RPM, serie Barracuda

1996: primo disco 10000 RPM  serie Cheetah

2000: primo disco 15000 RPM, sempre serie Cheetah

2006: Prima implementazione della PRM, serie Momentus 5400.3, form factor 2,5 pollici

2007: primo disco Full Disk Encryption, serie Momentus FDE

2010: primo disco ibrido SSD+HDD, Momentus XT drive