Hard disk, i prezzi resteranno alti almeno fino al 2014


I prezzi medi di vendita (ASP – Average Selling Price) degli hard disk resteranno al di sopra dei livelli precedenti alle alluvioni in Thailandia dello scorso autunno ancora per diversi trimestri, nonostante la produzione sia progressivamente recuperando dai danni causati dai disastri ambientali verificatisi nell’ottobre del 2011. Gli ASP per il mercato degli hard disk hanno assistito ad un incremento fino a quota 66 dollari nel corso del quarto trimestre del 2011, crescendo del 28% rispetto ai 51 dollari del terzo trimestre dell’anno. Il valore è stato mantenuto nel corso del primo trimestre del 2012 per flettersi solo marginalmente a 65 dollari nel corso del secondo trimestre dell’anno.

La produzione sta comunque riprendendo e, dopo una flessione del 29% nelle consegne del quarto trimestre del 2011, la piena capacità produttiva sarà raggiunta entro la fine del terzo trimestre. Intanto si registra una crescita nelle consegne del 18% a 145 milioni di unità nel corso del primo trimestre e del 10% a 159 milioni di unità nel corso del secondo trimestre.Su questa scia, le proiezioni per il terzo trimestre indicano un’ulteriore crescita del 10% a 176 milioni di pezzi, che per la prima volta nel 2012 segnerebbe il superamento dei livelli trimestrali del 2011, quando nel terzo trimestre dello scorso anno vi furono consegne per 173 milioni di pezzi. Nonostante questa tendenza, il prezzo è però destinato a restare inflazionato almeno fino al 2014.

Fang Zhang, analista IHS per l’area dei sistemi di storage, sottolinea: “I produttori HDD hanno ora un maggior potere sui prezzi rispetto al 2011 e hanno la possibilità di mantenere stabli gli ASP”. Del resto nei mesi recenti si sono verificate due importanti acquisizioni sul mercato degli hard disk: quella della divisione HDD di Samsung da parte di Seagate e quello di Hitachi Global Storage Technologies da parte di Western Digital. Seagate e Western Digital possono ora contare su un market share combinato pari all’85%, laddove prima dell’acquisizione le quote di mercato combinate delle due realtà arrivavano al 62%. Questa situazione ha portato ad un’oligarichia dove i due protagonisti principali del mercato hanno, di fatto, la possibilità di controllare i prezzi mantenendo gli ASP a livelli relativamente alti.

E’ inoltre opportuno osservare che le preoccupazioni sulla disponibilità degli hard disk ha portato durante il secondo trimestre numerosi OEM a stringere accordi di lungo termine con i produttori HDD. Si tratta di accordi che offrono garanzie sulle consegne ma che, di contro, bloccano il prezzo ad un livello superiore del 20% cira ai livelli pre-alluvione. Zhang osserva che se tutti gli OEM cessassero gli accordi a lungo termine entro la fine del 2012 sarebbero necessari quattro trimestri consecutivi con una flessione sequenziale del 6% affinché gli ASP degli hard disk raggiungano i livelli precedenti ai disastri naturali: si tratta di un andamento che non si è mai verificato nel corso degli ultimi anni e che difficilmente potrebbe accadere ora.