È pronto un film da girare in provincia, Pistoia lo respinge


Si narra la storia della maestra Donati che commosse l’Italia intera. Il set porterebbe lavoro per mesi e turismo

di Marta Quilici

PISTOIA

La storia di una maestra pistoiese vissuta un secolo e mezzo fa, per una pellicola girata tra Pistoia, Serravalle, Lamporecchio e Montecatini. Tutto è pronto: il film è scritto da una giovane ragazza pistoiese, la produzione è di Lorenzo Minoli (italiano da 25 anni in Usa, vincitore di un Emmy Award), la storia – vera – si svolge completamente in provincia.Il ritorno per la città sarebbe altissimo in termini di turismo e di lavoro visto che, per un accordo di produzione, tutta la manovalanza tecnica e artistica verrebbe trovata in loco. Manca solo che la città (fondazioni, istituti, enti, istituzioni) creda nel progetto e ci investa.

Caterina Pani, giovane pistoiese, è l’autrice del soggetto:«A la Provincia di Pistoia, che sta credendo nel progetto, il resto della città, dal pubblico al privato, sembra essere restio. Mentre città anche molto vicine, come Lucca o Firenze, fanno salti mortali per accaparrarsi l’industria cinematografica, Pistoia rischia i rimanere molto indietro. Inoltre, col nostro progetto, la città sarebbe valorizzata non come “controfigura” di Firenze». La protagonista del film sarebbe una giovanissima maestra pistoiese vissuta ai tempi dell’unità d’Italia tra Cintolese, Porciano e Lamporecchio. Era di famiglia contadina e lottò per poter studiare e insegnare. Morì suicida per riscattare la propria dignità.

«Si chiamava Italia Donati – spiega Caterina –, un nome che a Pistoia è pressoché sconosciuto, mentre in tutta Italia è famosissimo. Italia Donati fu accusata, prima di essere la concubina di un sindaco e poi di aver abortito. Lei chiese di essere visitata per dimostrare la sua verginità, ma la richiesta non fu accolta. Così si uccise e nel testamento impose la visita che ne mostrò l’innocenza. Aveva 23 anni. La vicenda ebbe un’eco nazionale: al funerale arrivarono 20 mila persone da tutta Italia». La tragica storia di Italia Donati nel film è affiancata dalla vicenda di una giovane maestra dei nostri giorni alle prese con il precariato e, anche lei, alla ricerca di un’emancipazione negata. Il titolo provvisorio del film è infatti “Sorelle maestre”, destinato a circuiti di distribuzione nazionali e internazionali. “Il cine-turismo – spiega Pani – è ormai molto diffuso e le città in cui vengono girati i film hanno un immediato ritorno economico sia durante le riprese che subito dopo: alle gente piace visitare i luoghi che vede al cinema». Ma a Pistoia tutto questo sembra non interessare.