AWARE-2: la super fotocamera da un gigapixel


In ambito fotografico abbiamo visto ripartire con un certo slancio la corsa ai megapixel, ma ci sono applicazioni dove questa gara è molto più avanti, spingendosi al limite del gigapixel. L’agenzia per la ricerca del Dipartimento della Difesa statunitense ha infatti messo a punto un apparecchio in grado di riprendere immagini a 0,96 gigapixel, pari a 960 megapixel.

I ricercatori hanno dovuto optare per un’apparecchiatura composta da una grossa lente sferica e da decine di singole fotocamere, in quanto il design a singolo sensore e singola ottica incontrerebbe problemi al momento insormontabili, dati anche da limiti fisici. La strada dell’utilizzo di più fotocamere può portare tranquillamente, secondo i ricercatori della Duke University di Durham, in Nord Carolina, ad apparecchi in grado di raggiungere i 50 gigapixel di risoluzione.

Il dispositivo di ripresa ha dimensioni non certo tascabili, misurando 0,75×0,75×0,5 metri, ma la miniaturizzazioe dell’elettronica potrà portare a strutture più compatte: la parte relativa all’ottica e ai dispositivi di ripresa è infatti responsabile di solo il 3% del volume dell’apparecchiatura, pesante al momento 93 kg. AWARE-2, questo il nome della super fotocamera, al momento è in grado, utilizzando 98 fotocamere da 14 megapixel ciascuna, di riprendere immagini con angolo di visione 120°x42°, ma completando le posizioni disponibili con 220 sub-fotocamere, potrà arrivare a coprire un’immagine circolare di 120°, arrivando a circa 2 gigapixel di risoluzione. A causa della sovrapposizione di alcune porzioni dell’immagine e dell’eliminazione delle zone periferiche meno illuminate, la risoluzione delle immagini risulta inferiore alla somma dei pixel messi a disposizione dalle singole fotocamere.

Non si tratta solo di un colosso dal punto di vista delle dimensioni: AWARE-2 è un apparecchio anche avido di energia, la ripresa di un singolo scatto richiede 430W di energia. Ogni immagine è la combinazione di tre scatti a 8-bit uniti con tecnologie HDR in un file a 32-bit, poi riportato a 8-bit tramite tecnologie di tone mapping.